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Arianna Pace

Il corpo è un organo per affondare nell’esterno, come pietra, lichene, foglia

installazione, dimensioni ambientali

ferro di recupero, terracotta smaltata, corda da recinzione

2025
 

*da Gianni Celati, Verso la foce, Feltrinelli, 2018

Arianna Pace, con l'installazione ambientale presentata per Sedimenta, affonda e fa affondare: genera una composizione di elementi scultorei che concorrono al disegno di una costellazione inusuale che ibrida le dimensioni di “alto” e di “basso”, gli orizzonti e le prospettive di sguardo. Le sculture diventano corpi indisciplinati che indugiano discreti ma svettanti su di una porzione di territorio, e lo fanno tenendo assieme organico e inorganico, costruzioni antropiche e sedimenti naturali, combinandosi precisamente a quell’immaginario contraddittorio che è peculiare del Delta. La buca scavata abbassa ulteriormente il livello del terreno, già colpito dal fenomeno della subsidenza, e mentre lo fa convoca a sé atmosfere da rituali collettivi che trovano nel sottosopra e nella dimensione sotterranea la propria ragion d’essere. Giocando di ribaltamenti prospettici, sovvertimenti visivi e moti imprevisti, l’artista interroga anche le gerarchie di potere, incanalando una mappatura affettiva che legittima a disattendere le strutture verticali per rivolgersi al sensibile, alla materia sinuosa, seducente e languida. [dal testo di Caterina Benvegnù] Durante la presentazione, l'installazione è stata animata dai gesti della danzatrice Isabel Paladin. Il processo di installazione e attivazione delle sculture sarà inoltre documentato tramite un’opera video realizzata in collaborazione con l'artista Daniele Costa.

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