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Edoardo Aruta

Dove che i pissi i noda più in alto de dove volano gli osei

installazione ambientale, 14 sculture in bronzo realizzate da calchi di esseri marini (pesci, 

crostacei e coralli), 2025

Il Delta è un luogo interstiziale che il lavoro di Edoardo Aruta interroga attraverso un’installazione diffusa. Le sculture, calchi del reale di creature marine forgiati in bronzo, sono collocate ad altezze stranianti ed insolite su alcuni edifici del territorio: il titolo rimanda infatti a un detto locale, che si riferisce alla vulnerabilità di una terra in cui il piano di campagna si trova sotto il livello del fiume e del mare. Eccedenti e danzanti nel vuoto, gli esseri acquatici sono posizionati come a contenere la “scena fissa” della piazza di Ca’ Cappellino, che diventa lo spazio teatrale e prospettico dal quale si dispiega la narrazione su quei luoghi e sulle relazioni che lì si articolano. Gli elementi scultorei si fanno iridescenti grazie alle ossidazioni create dall’artista con il fuoco, innescando la riflessione sul conflitto tra fiamme e acque, tra lavoro antropico e il piglio inarrestabile della natura, peculiare di questi luoghi inquieti, incantevoli e perturbanti. [dal testo di Caterina Benvegnù] Parte dell’installazione è ospitata anche presso l'Istituto Tecnico Superiore “C. Colombo” di Porto Viro, in cui Edoardo Aruta ha condotto una serie di workshop rivolti agli studenti e le studentesse delle classi quinte. Un ringraziamento speciale ai bambini dell’Associazione Giovani Esploratori e agli studentə dell’Istituto “C.Colombo”.

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